L’ io non è qualcosa che si scopre, è qualcosa che si crea, diceva Thomas Szasz , filosofo e psicoterapeuta del 1900.
Devo terminare uno dei miei progetti, ma di idea oggi non ne ho nemmeno mezza.
O forse ne ho troppe e dal mazzo delle risorse non so cosa pescare, mi limito a guardare, oltre la finestra, la luce che lentamente si trasforma in giorno e colora, una ad una, le mie domande.
A cosa pensi? Chiede una testina bionda che fa capolino in cucina con il suo fedele pupazzo.
– Penso a cosa è un’ idea, ma non mi viene in mente proprio nulla.
Prende fiato, in viso leggo la fatica che i bambini sostengono, spesso,
per spiegare le cose a noi “grandi”.
Beh – dice – le idee sono creazioni, abitano da sempre dentro di noi, il difficile non è creare.
Capire cosa hanno da dire può essere complicato, comprendere dove ci vogliono portare.
Sono incuriosita, questo ha proprio l’ aria di essere uno di quei momenti che mi porterò dietro per sempre, mi metto comoda ed ascolto.
– L’ idea è un’ intuizione, ti prende all’ improvviso, come la luce di un lampo e tu, che sei il creativo, devi saperla prendere al volo.
Le idee non hanno orario, vanno e vengono negli orari più strani.
A volte arrivano dentro a un sogno, altre si nascondono dietro ad un cespuglio e ti sfidano ad acchiapparella, sorridono e sperano che a prenderle sia proprio tu.
Poi quando hai un’ idea devi saperla dimostrare, se non la capisce nessuno non puoi dire che sia buona, ci devi lavorare tanto perchè possa diventare di tutti.
Devi essere disposto a guardare le cose da un’ altra prospettiva.
Tipo l’ altro giorno tu facevi la lavatrice e io ti guardavo, a testa in giù … ho pensato che avrei potuto utilizzare i pezzi della lavatrice per costruire un robot (non emulate eh) 🙂 e con te alla rovescia beh, ci devo ancora pensare.
Poi sono venuto in cucina e ho fatto un disegno, il robot più bello dell’ universo, se non mi fossi messo a testa in giù, nella mia matita non ci sarebbe mai entrato.
– E come fai quando proprio non hai neanche un’ idea?
– Mi siedo e penso a cosa voglio. Cosa voglio dire? Come lo posso dire?
Poi vado nel cassetto e tiro fuori un sogno, cerco qualcosa che mi aiuti a costruirlo.
Mi ispiro a chi ha già avuto grandi idee e cerco di tirare fuori la mia.
Vedi mamma, tutto è creazione.
La crea-(a)ttività è una bolla di sapone, tu soffi, e mentre lo fai non sai esattamente questa bolla dove andrà, che colori rifletterà, se durerà poco o tanto. Però l’ importante è soffiare, perchè volare anche solo tre minuti è meglio di niente,
magari qualcuno la tua bolla la vede e diventa felice e gli vien voglia di soffiare anche lui …
e facciamo un mondo pieno di idee che danzano nel vento, e poi dondoliamo insieme, oltre la soglia incantata delle favole, lungo il sentiero dell’ infinito.

Grazie a Michele Calamita, ideatore e disegnatore di “Qualcosa in più”, che funziona meglio delle vitamine ed è, da tutti i suoi sempre, la mia inesauribile fonte di bellezza, creativa e non. Giuro che finirò il progetto, sicuramente questa notte (non ti preoccupare capo) 🙂
Ma adesso vado … scusate vado … è l’ ora delle bolle di sapone!